San Martino, finalmente il sigillo di Andreucci

La stagione trionfale di Paolo Andreucci e Anna Andreussi con la Peugeot 207 S2000 di Racing Lions si è conclusa così com’era cominciata, salendo sul gradino più alto del podio. Sette vittorie sulle otto gare del campionato italiano dicono che l’asso della Garfagnana è stato di un altro pianeta rispetto agli avversari, anche se Luca Rossetti & C. possono recriminare su vari epidosi sfortunati, su circostanze di test, di gomme, di meteo, di dea bendata e tutto quanto fa parte dell’imponderabile. Però il sigillo del San Martino mancava alla sterminata bacheca di Andreucci e la vittoria all’ombra maestosa delle Pale ha un sapore speciale, indimenticabile, unico. Primo in 1:54’12’’9, davanti al suo avversario più ostico e irriducibile, il friulano Luca Rossetti con la Grande Punto Abarth che ha spremuto fino all’ultimo chilometro per ribaltare il risultato. Ieri il distacco al termine della prima tappa era di 9’’2; questa mattina dopo il giro sulle prime tre prove (“Gobbera”, “Col Perer”, “Val Malene”) si era abbassato a 4’’4; poi è stata praticamente pari e patta sugli ultimi due crono, vinti da Andreucci con lo scarto di 0’’2 sulla “Griffitz” televisiva e di 0’’1 sull’ultima “Col Perer”. In totale un divario di 4’’7 tra i due primattori ufficiali, con buona pace di tutti gli altri che non possono contare sull’appoggio autentico di un Costruttore. Peccato per l’uscita di scena ieri del terzo incomodo Umberto Scandola (motore ko), che nelle ultime tre gare non ha raccolto un punto: la Ford Fiesta S2000 A-Style è cresciuta di livello in fatto di prestazione assoluta, ma sembra ancora troppo delicata per contrastare le rivali. Oggi, comunque, non è stato solo il duello tra i battistrada a infiammare la corsa. Il ritiro di Scandola ha riaperto i giochi per il titolo Indipendenti e Gianfranco Cunico (alla sua trecentesima gara) si è messo sulle orme di Alessio Pisi (entrambi su Peugeot 207 S2000) per catturare in extremis il terzo posto assoluto (a 2’56’’8 da Andreucci) che gli è valso l’ennesimo tricolore della sua formidabile carriera. Solo quinto il bergamasco Alessandro Perico (altra Peugeot 207 S2000) nonostante le speranze della vigilia, in seguito al ritardo accumulato nella prima tappa per problemi di trasmissione. Sesta posizione assoluta e un sorriso smagliante quello stampato sul viso del giovane romagnolo Simone Campedelli (Citroen Ds3), che si è appuntato al petto lo scudetto Junior guidando con impeccabile destrezza per non sciupare il regalo della sorte, ovvero l’abbandono ieri di Andrea Nucita (Renault Clio R3) causa motore abbrustolito. Grandi festeggiamenti sul palco d’arrivo anche per i primi tre piloti trentini: Alessandro Taddei (Peugeot S2000) settimo assoluto, Fabrizio Ferrari (Citroen Ds3) tredicesimo, e Matteo Daprà (Renault Clio) sedicesimo e primo della Classe Super 1600. Sempre asciutta questa 31. edizione: la pioggia è arrivata solo a moltori spenti.

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